Domande e risposte
Sendzimir è un processo di zincatura a caldo che avviene direttamente in acciaieria (fonte)
Nelle zone di taglio o foratura la presenza dello zinco è determinante. Lo zinco infatti, un metallo meno nobile dell'acciaio, continua a svolgere un effetto protettivo anche per le zone confinanti dove il ferro è scoperto. Si tratta di "protezione elettrochimica" o "anodica". In pratica, poiché lo zinco è più riducente del ferro, si ossida formato una patina bianca costituita prevalentemente da idrossido di zinco proteggendo il ferro nelle zone scoperte (fonte)
Di seguito una serie di domande e risposte su questo argomento.
Voglio un logo gigante, quanto grande lo potete fare?
Le dimensioni sono dettate dalla capacità di stampa del plotter. L'altezza massima è 1500 mm mentre la larghezza non dovrà superare indicativamente i 4000 mm. Ovviamente verranno rispettate le proporzioni del logo che il cliente di dovrà fare pervenire in formato vettoriale
Ah ma non si stampa direttamente sul telo?
No, si stampa su un rotolo di PVC dedicato a fondo bianco. Questa "pezza" di telo viene termosaldata sulla membrana del tunnel nel punto concordato.
Non si può stampare con sfondo colorato?
No, la resa dei colori della stampante digitale verrebbe totalmente sfalsata. Il principio è il medesimo di una stampante da tavolo. Si utilizza un foglio bianco sul quale si aggiungono tutti i restanti colori grazie al mix di 3 colori utilizzati dalla stampante (Giallo-Ciano-Magenta). Utilizzare un supporto di colore differente falsa completamente la resa dei colori stampati.
Ma lo vogliono con la scritta rossa anziché blu, potete modificarlo voi no?
Non facciamo grafica contro terzi, i file ci devono essere consegnati dal committente, pronti per la stampa
Il logo da utilizzare è quello del nostro sito, ve lo mando
Un file idoneo per la stampa non è quello estrapolato da un sito web, dive essere in formato vettoriale, un file insomma che ingrandito più volte non perde di qualità. Un file di tipo vettoriale deve avere una estensione tipo .pdf .ai .eps. Se vi danno un .jpg sicuramente non è idoneo
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Detto questo, è importante che usiate buon senso nelle proporzioni. Quando vi chiedono un logo accertatevi di cosa vuole realmente stampare il cliente. Serve una idea e sulla base di quella idea serve un minimo di proporzione.
Allego 2 file di esempio. uno si estende in verticale e l'altro in orizzontale. Ovviamente chiedere un logo largo 1500 x h. 500 può andare bene anche per il logo della Ferrari in termini di superficie pagata e stampata (basta invertire le quote fra di loro) ma non è detto che 1500 mm siano disponibili su un timpano come spazio nella verticale. Uno logo alto 1500 e non particolarmente largo potrebbe collocarsi al centro di un timpano di un capannone di larghezza 20.000 mm ma su strutture con larghezze inferiori non ci sta ..
Dovete fare i conti insomma anche con gli spazi a disposizione per la stampa tenuto conto che serigrafie non si applicano sulle tende e che sui fianchi con le travi lo spazio a disposizione in altezza difficilmente può superare i 500 mm.
Per qualunque altro chiarimento in merito ai loghi fate una telefonata preventiva piuttosto che mettere in crisi la teloneria in sede di produzione del telo.
Uno dei dubbi che i clienti hanno è che d'estate le coperture diventino eccessivamente calde.
Ci sono due considerazioni da fare.
Paragonare le coperture in pvc ad una serra è sbagliato. Le serre hanno superfici trasparenti per fare penetrare i raggi del sole all'interno allo scopo di aumentare la temperatura interna che viene trattenuta dal film in pvc o dalle vetrate. Le nostre coperture non hanno superfici trasparenti ma riflettono la luce sulle pareti esterne della copertura.
In relazione a quanto detto sopra diventa determinante la scelta del colore, soprattutto per quel che riguarda le falde ovvero le parti più esposte ai raggi del sole. In questo caso colori chiari "isolano" meglio il calore, nel senso che riflettono le frequenze della luce scaldando meno il pvc. Il massimo risultato lo si ottiene con il colore bianco 9010 in quanto, è noto, questa tinta riflette le frequenze luminose al 100%
A sostengo di quanto affermato sopra è interessante il test effettuato con una telecamera termica su carrozzerie di automobili di differenti colori.
No, la superficie esterna del telo da noi utilizzato è "laccata lucida" proprio per avere la superficie meglio si comporta in presenza di sporco.
E' molto più facile, ad esempio, pulire una superficie liscia come un vetro piuttosto che una superficie ruvida come un muro.
Il telo opaco presenta una superficie esterna non liscia dove lo sporco si annida più facilmente ed è difficile da rimuovere.
Il problema non è solo dei teli. Illuminante potrà essere leggere quali problemi sta riscontrando la Ferrari F1 sulle sue vetture verniciate di rosso opaco:
https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/ferrari-livrea-opaca-attira-residui-di-gomma-422529.html
http://www.sportfair.it/2019/02/f1-ferrari-problema-livrea/888564/
Il binario antideragliamento da noi progettato è il più sicuro sul mercato. Il sistema ha un incastro a doppia piega. Il binario è scomposto in due parti. L’incastro che otteniamo ha prestazioni decisamente superiori per forma, per omogeneità di spessori, e per la lunghezza della piastra sulla ruota. Gli incastri hanno una superficie di contatto del 300% superiori ai sistemi tradizionali che si trovano in commercio (30 mm di appoggio per lato contro 120 mm. del nostro sistema anitderagliamento)
Questo livello di sicurezza è disponibilie anche sulla trave aerea. I nostri tralicci infatti vengono realizzati per ricevere il sistema antideragliamento completo anche sulle travi aeree come illustrato nel pdf scaricabile di seguito.
Il camino sul colmo crea una apertura per garantire una ventilazione continua e la fuoriuscita del colore che si accumula sotto le falde.
Il telo di copertura è interrotto in prossimità del colmo e l'apertura ricavata viene coperta con la posa di una struttura di rialzo che sostiene profili sui quali viene assicurato un telo di larghezza maggiore per evitare infiltrazioni in caso di precipitazioni atmosferiche. La luce aperta è libera pertanto eventuali reti anti volatili dovranno essere posate a cura del cliente qualora ce ne fosse la necessità.
Il controtelo sotto falda si comporta meglio del telo coibentato perché crea una intercapedine d'aria fra telo principale e controtelo.
Si tratta di uno speciale telo ad altissima trasparenza che non toglie luce se presente la fascia di telo translucido sulle falde.
Lo speciale sistema di fissaggio consente al telo di assumere una leggerissima spiovenza per convogliare la condensa sulle pareti laterali.
I nostri ingegneri hanno progettato specifici canali in pvc dotati di forature calibrate sulla base della superficie da trattare, in modo da creare un preciso lancio d’aria nel sottofalda della struttura.
I canali sono collegati a ventilatori dimensionati in modo corretto per portata e pressione dell’aria che viene prelevata dall’esterno.
Questo sistema non genera fastidiose correnti d’aria a terra pertanto il confort per gli operatori rimane immutato.
La distribuzione omogenea dell’aria indotta dal sistema antigocciolamento crea una invisibile intercapedine d’aria che impedisce all’aria più calda e carica di umidità di depositari sulla membrana di falda.
Le coperture possono essere collegate fra loro per ottenere larghezze importanti creando collegamenti con colonne e travi di sostegno.
Sono dei triangoli di telo da aggiungere al lato del capannone che aiutano il ricircolo dell'aria tra interno ed esterno.
In caso di cambio colore fra tetto e pareti verticali, la linea di divisione non sarà in corrispondenza dello spigolo ma in una zona variabile da minimo 163 mm e max 442 mm sulla falda. I disegni per approvazione riporteranno una indicazione di quota, a condizione che, fin dall’inserimento dell’ordine, sia già chiara la scelta cromatica dei tessuti.
Nel pdf allegato si illustrano le 3 situazioni più comuni che producono diverse posizioni di cambio colore sulla falda. Per chiarimenti contattare l'ufficio tecnico.
Il telo translucido è un tessuto studiato per garantire alta permeabilità dalla luce naturale conservando le caratteristiche meccaniche di un normalissimo telo
La larghezza delle fasce verrà determinata dall’ufficio tecnico in funzione dello sviluppo del telo sulla larghezza. Sarà di 1000 o 1500 mm. di larghezza non a scelta del cliente. Pertanto, se richiesto, l’informazione corretta è minimo 1000 mm garantito.
Va privilegiata la fascia unica sul colmo, quella più semplice da gestire.
Se le fasce richieste saranno 2 la posizione delle stesse sarà il più al centro possibile delle falde ma la posizione esatta non sarà a scelta del cliente ma dipenderà dallo scarto generato dalle confinanti fasce di telo colorato.
I disegni da controfirmare non daranno il giusto posizionamento ma solo una indicazione di massima.
Il numero di fasce possibili sarà:
- 1 per strutture larghe fino a mm. 7000
- 1 o 2 per strutture larghe fra mm. 7000 e mm. 14.000.
- 1,2,3 per strutture larghe fra mm. 14.000 e mm. 20.000.
Il telo rinforzato si differenzia principalmente per lo spessore dei fili di supporto che passano dai tradizionali 1100 ai 1450 Dtex.
Dtex è l'unità di misura standard per il filato. Il valore esprime il peso del filato di una lunghezza fissa predeterminata dalla normativa. Pertanto, a parità di lunghezza del filato. il peso risulta maggiore del 35% circa in paragone a quello adottato dal resto della concorrenza, a tutto vantaggio della forza del filato stesso e di conseguenza della resistenza allo strappo avviato.
Il nuovo tessuto Hulk è disponibile in quasi tutte le colorazioni. Per informazioni contattare l'ufficio commerciale.
I teli a zanzariera sono disponibili esclusivamente in due colorazioni:
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Bianco 9010
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Grigio medio simile al 7038
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Grigio scuro simile al 7037
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Verde 6026
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Nero 9005
Si utilizzano per realizzare oblò sui quali si può eventualmente prevedere una copertura esterna
Informazioni tecniche:
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Permeabilità media mm/S 1138~
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Coefficiente di variazione %1.6~
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Volume d'aria traspirata litri/min 160~
Quasi, alcuni colori sono identici, altri sono simili. Le porte hanno una gamma colori leggermente più estesa.
Non sono disponibili tessuti bicolore sulle porte.
Tunnel Mobili dispone del tessuto coibentato più performante del mercato.
Chi ha disponibile il coibentato normalmente ha spessori complessivi nell'ordine di circa 3 mm (scarsi).
Il nostro tessuto è disponibile con spessore nominate 7 mm. Questo tessuto ha prestazioni isolanti superiori rispetto ad un tessuto standard.
Inoltre ha anche discreti risultati per quanto concerne l'isolamento acustico.
Si allega una scheda tecnica generale con i valori rilevati.
In linea generale ci devono essere messe a disposizione una relazione geologica aggiornata al 2018 e il progetto architettonico pronto per il deposito.
La prima occorre in quanto necessitiamo obbligatoriamente di 2 valori come dati di input per le verifiche sismiche (l'allegato mostra il capitolo 3.2.2 delle NTC 2018).
La seconda occorre per valutazioni relative al carico neve e ad eventuali accumuli e per l'esposizione al vento. Inoltre da queste tavole si dovrebbe ricavare l'esatta posizione di intervento, dato indispensabile per la relazione di calcolo.
Segue fac-simile di una mail da inviare al cliente con richiesta di questi dati:
Rimaniamo in attesa di indicazioni da parte vostra in merito alle pratiche autorizzative che intendete presentare e, a questo proposito, al fine di predisporre i documenti di nostra competenza che andrete ad allegare alla pratica, occorre che ci forniate, non appena disponibili, i seguenti documenti:
Relazione geologica aggiornata ad NTC 2018, dalla quale ricavare dati di input obbligatori (tipologia del terreno) per le verifiche sismiche di legge.
Progetto architettonico predisposto per le pratiche autorizzative dal quale ricaveremo dati che incidono sul dimensionamento della struttura stessa (posizione installazione, esposizione al vento, eventuale accumulo neve), secondo i parametri previsti da NTC 2018.
Segnaliamo che le strutture da noi prodotte rientrano, su tutto il territorio nazionale, fra gli interventi di “minore rilevanza” ai fini sismici. Questo in ragione del Decreto M.I.T. del 30 aprile 2020 pubblicato in G.U. n. 124 del 15 maggio 2020.
In ragione di ciò, la pratica va presentata solamente al Comune di appartenenza essendo esclusa la necessità di autorizzazione sismica. Nessuna pratica andrà pertanto depositata all’ufficio sismica
Inoltre, al momento limitatamente alle seguenti regioni:
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Lombardia
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Emilia Romagna
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Marche
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Toscana
si segnala che sono state pubblicate specifiche leggi regionali che non catalogano le strutture da noi prodotte fra gli interventi di “minore rilevanza sismica” ma addirittura tra quelle “prive di rilevanza” ai fini sismici. Questo semplifica ulteriormente la pratica in quanto in questo caso, oltre a non essere necessaria l’autorizzazione sismica, non è nemmeno obbligatoria la nomina di un collaudatore. Il certificato di collaudo può essere infatti sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.
Alla luce di quanto sopra, eventuali pratiche presentate in modo difforme da quanto dettato da leggi nazionali e/o regionali che comportino la produzione di documentazione extra da parte del nostro Ufficio Tecnico, saranno oggetto di specifica quotazione economica.
In attesa dei documenti richiesti si rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Segue testo di una mail inviata ad un cliente rognoso ... per qualche spunto ulteriore:
Buongiorno,
per un progetto di qualunque tipo si parte sempre da una relazione geologica. I carichi al piede da voi richiesti vengono estrapolati dalla relazione di calcolo strutturale. La relazione di calcolo ha come scopo quello di verificare la struttura per le azioni del vento, della neve e del sisma. Questi valori, combinati fra loro, tenuto conto anche della massa della struttura stessa, restituiscono i carichi al piede di cui avete necessità per il dimensionamento della fondazione.
Quello che forse non è chiaro è che qualunque software di verifica strutturale, per funzionare, richiede la “categoria del sottosuolo” e le “condizioni topografiche”, come valori di input obbligatori, in ragione di quanto indicato nelle NTC a capitolo 3.2.2
https://www.studiopetrillo.com/azioni-sulle-costruzioni-ntc2018.html
In assenza di questi valori, il software “non gira” … a meno che non si inseriscano dati a caso ….
Ovviamente, un calcolo fatto in questo modo non potrà mai essere firmato dai nostri tecnici che, a quel punto, non procederanno nemmeno a future asseverazioni di progetto. Forse non è a conoscenza del fatto che la partica richiederà l'asseverazione di tutti i documenti depositati da parte di tutti i tecnici coinvolti, pertanto i nostri tecnici verranno chiamati a validare i progetti architettonici e anche la relazione geologica.
Specifichiamo inoltre che il progetto architettonico già depositato (PdC) o da depositare (SCIA) viene richiesto in quanto da esso si ricavano altre importantissime informazioni, indispensabili al dimensionamento strutturale. A titolo di esempio, l’esposizione al vento (NTC 3.3.10) tiene conto anche della presenza di fabbricati di confine, così come i carichi neve (NTC 3.4.3) possono cambiare anche in misura “drammatica” se le strutture sono addossate a fabbricati esistenti.
Spero con la presente di aver chiarito, una volta per tutte, che una struttura non può avere carichi al piede come elemento a se stante. Le informazioni richieste non sono capricci o scuse ma reali esigenze da parte degli ingegneri che poi dovranno assumersi la responsabilità (penale), sottoscrivendo i documenti da voi richiesti che costituiranno parte degli allegati da depositare presso il Comune di appartenenza.
Cordiali saluti.
Prima di mandarci dei progetti a cui fare le analisi al fuoco, fatevi dare dal committente di turno i seguenti dati:
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numero prativa VVF (se esiste)
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denominazione completa del proprietario del capannone
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denominazione completa dell’utilizzatore del capannone
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indicazione di chi vogliono venga inserito nel CERT_REI (anche tutti e due, basta saperlo)
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sedi legali dei due soggetti di cui sopra
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telefoni
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sede d’installazione del capannone
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indicazione se vogliono CERT_REI firmato in digitale (.p7m) o se lo vogliono cartaceo
Nota bene: nelle nostre proposte commerciali specifichiamo sempre che la certificazione che rilasciamo è la CERT.REI PIN 2.2. Specifichiamo altresì che la direzione lavori è esclusa, sottintendendo pertanto che anche la direzione lavori antincendio è da ritenersi esclusa. In ragione di ciò Civert non rilascia il CERT.REI PIN 2.3 essendo tale documento redatto dal professionista che, dopo aver effettuato i necessari sopralluoghi, e verifiche dichiara che i prodotti impiegati rispondono alle prestazioni. (fonte)
Le norme che regolano i fissaggi tramite bullonatura distinguono in modo chiaro il tipo di accoppiamento in due macro categorie: il fissaggio “per attrito” e il fissaggio “a taglio”. La norma EN 1090 distingue queste tecniche e regola le norme di comportamento in entrambi i casi, come vedremo in modo totalmente differente.
Il fissaggio ad attrito necessita del raggiungimento di un valore minimo di coppia di serraggio dei bulloni unitamente alla corretta finitura, trattamento superficiale e rugosità delle superfici a contatto. Valori di coppia corretti creano sufficiente attrito fra gli elementi assemblati tali da bloccarne qualunque tipo di scivolamento. Con questo fissaggio il bullone non lavora a taglio ma a trazione. Non è il caso delle capriate da noi prodotte. Ci sono precise indicazioni su come calcolare la corretta coppia di serraggio.
Per il fissaggio a taglio (è questo il caso delle nostre capriate) è la presenza del bullone stesso che si oppone allo scivolamento degli elementi accoppiati ed entrambi questi elementi devono essere calcolati correttamente per resistere alle sollecitazioni imposte a taglio sul bullone e sui fori dei profilati, rifollamento compreso. Con questa tipologia di fissaggio tuttavia non ci sono particolari prescrizioni in merito alla coppia di serraggio ma semplici raccomandazioni che si riportano qui sotto per semplicità (vedere pagina 5 dell’allegato):
Ciascun assieme bullonato deve essere serrato raggiungendo le condizioni di “snug-tight” (condizione di serraggio raggiungibile mediante l’impegno di un uomo che usi una chiave di manovra normale senza nessuna estensione del braccio e corrisponde al punto in cui una chiave a impulsi inizia a “martellare”);
Lo stesso documento peraltro raccomanda:
Una particolare cura deve essere posta nell’evitare sovra-serraggi, specialmente nel caso di viti corte e M12;
non sono reperibili valori espressi in Nm (almeno non in documentazione in lingua italiana) ma risulta evidente che la ragione di queste raccomandazioni sia quella di evitare di indurre inutili tensioni dei bulloni in trazione e deleterie deformazioni dei profilati da accoppiare.
Che tale sia lo spirito di queste raccomandazioni lo si può dedurre da documentazione reperibile purtroppo solo in lingua tedesca, la quale, citando la medesima applicazione e sempre in armonia alla EN 1090, si spinge fino a dare indicazioni di valori di serraggio in Nm, valori comunque decisamente molto bassi e coerenti con il fissaggio adottato dalla nostra azienda.
Link: https://www.certifico.com/component/attachments/download/2685
In caso di un camino o un tubo che deve uscire da una falda quali soluzioni sono disponibili?
In linea di principio si deve evitare che queste tubazioni debbano attraversare il telo. Se questo deve avvenire la posizione ideale è su una delle due testate, nell'area del tamponamento (sotto il timpano) in prossimità del fianco. Anche in presenza di una tenda mobile una prima porzione può essere bloccata. Su quella parete non scende acqua dalle falde e un semplice foro tondo senza necessità di grandi sigillature è spesso la soluzione ideale.
Qualche volta i clienti richiedono che i camini possano uscire dal tetto o dalle pareti laterali. In questi casi tenere conto che non è semplice adeguare la struttura a tubazioni che non possano essere spostate. La ragione è che le strutture Civert, come anche quelle della concorrenza, sono caratterizzate da un susseguirsi di capriate distribuite con un passo costante nel senso della lunghezza della struttura. Tipicamente inoltre le capirete sono accoppiate fra di loro a due a due per ragioni strutturali. Eventuali camini pertanto dovranno uscire negli spazi vuoti fra una coppia di capriate e l'altra. Inoltre per agevolare le operazioni di installazione tali camini dovranno essere smontati e rimontati, eventualmente in una nuova posizione compatibile con il passo capriate fino alla posa del manto di copertura.
Anche sulle pareti laterali, come sul fronte, di norma si pratica un foro tondo nella posizione comunicata dal cliente. La tubazione passerà attraverso quel foro e sarà cura del cliente eventualmente proteggere il passaggio da eventuali infiltrazioni d'acqua proveniente dalle falde.
Eventuali camini di tessuto potranno avere esclusivamente la forma quadrata in quanto i sistemi di saldatura a macchina non prevedono curve con differenti raggi. Per tale ragione, ad esempio, un foro di diametro 500 mm avrà una "manica" di forma quadrata con ogni lato di circa 500 mm. La manica avrà una lunghezza pari al 70% del lato pertanto, nel caso dell'esempio, la manica sarà lunga circa 350 mm. e questa lunghezza potrà essere utilizzata per stringere il telo sulla circonferenza del tubo che passa attraverso il manto principale. Non è garantita comunque la tenuta perfetta di questo sistema, quantomeno per le infiltrazioni fra tubo e manica in pvc.
Ci è stato richiesto in passato l'inserimento di evacuatori di fumo su strutture in pvc.
In realtà in pvc è materiale "bassofondente" come previsto dalle Norme Tecniche di Prevenzione Incendi.
E' importante prevedere evacuatori di fumo e calore. Il pvc crea aperture in presenza di fiamma sottostante
Riferimenti: http://www.tuttoprevenzioneincendi.it/index.php/30-lettere-circolari/357-lettera-circolare-15-03-2016-n-3175-da-cap-iii-5-alla-fine
- La massa della struttura, estremamente modesta, anche dovesse arrivare al crollo a seguito di incendio, non può produrre alcun danno al fabbricato esistente caratterizzato da una massa enormemente superiore.
- In ogni caso, la struttura risulta rivestita in materiale autoestinguente Bs2 d0 (equivalente ad un Classe 1) ma con un punto di fusione molto basso. Questa caratteristica, in caso di incendio, ben si sposa con le strategie di controllo fumi e calore del Codice Prevenzione Incendi (D.M. 03/08/2015 - https://tinyurl.com/ybd8mm7y) che, al capitolo S.8 contempla anche materiali che possano “fondere efficacemente l’elemento di chiusura, … o la possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso” (pagina 215 del pdf, punto SEe). Il telo pertanto risulta un fattore di vantaggio che tende ad escludere il crollo. Venendo a mancare la copertura in un lasso di tempo molto breve e proporzionale alla gravità dell’incendio stesso, il calore si disperde in atmosfera e la temperatura sulle parti strutturali difficilmente supera i 650°, condizione che garantisce ancora una discreta capacità meccanica alla carpenteria.
- Si segnala inoltre che, opzionalmente, possiamo fornire la certificazione R30 della struttura in acciaio mediante l’emissione del CERT.REI PIN 2.2 a firma di tecnico abilitato. Arriviamo a questo risultato senza l’impiego di vernici intumescenti ma solo andando a modificare lo spessore dei profili più sollecitati.
Lombardia: https://www.sismicainlombardia.it/news/elenco-degli-interventi-privi-di-rilevanza-in-lombardia
A noi interessa in particolare l'allegato C al punto 7 che recita quanto segue:
7. Strutture ad un piano, con copertura e chiusure in teli, adibite a deposito, realizzate con strutture aventi
peso proprio (G1) e permanente portato (G2) complessivamente ≤ 0,50 kN/m2;
Emilia Romagna: https://territorio.regione.emilia-romagna.it/codice-territorio/sismica/atti-di-indirizzo-e-coordinamento
Scaricare il file Delibera di Giunta Regionale n.2272/2016 (pdf323.03 KB)
Pagina 9, il punto che interessa è l' A.1.5.
"Strutture ad un piano, con copertura e chiusure leggere in teli, adibite a deposito, realizzate con strutture (in legno, elementi metallici , etc.) aventi peso proprio (G1) e permanente portato (G2) complessivamente <= 0,50 kN/mq. (L2)
Piemonte: http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/03/attach/dgr_02756_1050_15012021.pd....
Pagina 2, punto 11, unico vantaggio la temporaneità portata a 2 anni, nessun altro vantaggio al momento. Il punto 2 dice:
. Opere provvisorie, provvisionali, strutture in fase costruttiva, con vita nominale ≤ 10 anni e quando le relative durate previste in progetto siano ≤ 2 anni.
Un precedente a Borgomanero (NO) ha portato ad installare una struttura in edilizia libera ma dichiarando precise condizioni di installazione. Vedere allegato
In questa pagina, scaricare il file "Allegato – linee guida aggiornamento agosto 2021" in fondo alla pagina. Questo documento detta le ultime linee guida per le costruzioni nuove in zona sismica. Da pagina 18 viene fatta la distinzione fra interventi rilevanti, privi di rilevanza e varianti non sostanziali.
Il punto che ci interessa si trova a pagina 21, vengono elencati gli interventi privi di rilevanza, esclusi dalle procedure di autorizzazione e deposito sismico, e fra questi, pagina 22, paragrafo 2, punto A.1.4, si descrive questa tipologia di costruzione: "Strutture ad un piano, con copertura e chiusure leggere in teli, adibite a deposito, realizzate con strutture (in legno, elementi metallici, etc.) aventi complessivamente peso proprio (G1) e permanente portato (G2) ≤ 0,50 kN/m2
Inoltre, sempre nelle Marche, considerare anche questa legge (da verificare se ancora in vigore): https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=vig&idl=1889#art4
La Legge Regionale n. 17/2015 all'articolo 4 cita, fra gli interventi in edilizia libera anche "le coperture estensibili poste in corrispondenza delle entrate degli stabilimenti a protezione del carico e dello scarico delle merci".
Questo punto si trova seguendo il link sopra riportato, all'articolo 4, punto 12
L'art. 137, comma 1, punto e-3 cita le "coperture retrattili a servizio delle attività artigianali industriali, mantenute stabilmente in posizione chiusa e utilizzate in posizione aperta per il solo tempo necessario all’effettuazione di operazioni di carico e scarico merci"
Interventi di questo tipo sono da ritenersi in edilizia libera.
Allegato A, lettera C, descrive gli interventi liberi, da realizzare senza autorizzazione né deposito del progetto, a determinate condizioni. Questo punto fa riferimento all'appendice 2 del medesimo documento dove si trova un elenco, non esaustivo, degli interventi privi di rilevanza. Alla lettera J si legge:
"Manufatti e macchinari, poggiati o semplicemente ancorati al suolo e comunque facilmente amovibili. A questa tipologia sono assimilati i serbatoi idrici, anche quelli collocati sui solai, purché nell’ambito dei carichi accidentali assunti in sede di calcolo;"
In linea generale ci devono essere messe a disposizione una relazione geologica aggiornata al 2018 e il progetto architettonico pronto per il deposito.
La prima occorre in quanto necessitiamo obbligatoriamente di 2 valori come dati di input per le verifiche sismiche (l'allegato mostra il capitolo 3.2.2 delle NTC 2018).
La seconda occorre per valutazioni relative al carico neve e ad eventuali accumuli e per l'esposizione al vento. Inoltre da queste tavole si dovrebbe ricavare l'esatta posizione di intervento, dato indispensabile per la relazione di calcolo.
Segue fac-simile di una mail da inviare al cliente con richiesta di questi dati:
Rimaniamo in attesa di indicazioni da parte vostra in merito alle pratiche autorizzative che intendete presentare e, a questo proposito, al fine di predisporre i documenti di nostra competenza che andrete ad allegare alla pratica, occorre che ci forniate, non appena disponibili, i seguenti documenti:
Relazione geologica aggiornata ad NTC 2018, dalla quale ricavare dati di input obbligatori (tipologia del terreno) per le verifiche sismiche di legge.
Progetto architettonico predisposto per le pratiche autorizzative dal quale ricaveremo dati che incidono sul dimensionamento della struttura stessa (posizione installazione, esposizione al vento, eventuale accumulo neve), secondo i parametri previsti da NTC 2018.
Segnaliamo che le strutture Civert rientrano, su tutto il territorio nazionale, fra gli interventi di “minore rilevanza” ai fini sismici. Questo in ragione del Decreto M.I.T. del 30 aprile 2020 pubblicato in G.U. n. 124 del 15 maggio 2020.
In ragione di ciò, la pratica va presentata solamente al Comune di appartenenza essendo esclusa la necessità di autorizzazione sismica. Nessuna pratica andrà pertanto depositata all’ufficio sismica
Inoltre, al momento limitatamente alle seguenti regioni:
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Lombardia
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Emilia Romagna
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Marche
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Toscana
si segnala che sono state pubblicate specifiche leggi regionali che non catalogano le strutture Civert fra gli interventi di “minore rilevanza sismica” ma addirittura tra quelle “prive di rilevanza” ai fini sismici. Questo semplifica ulteriormente la pratica in quanto in questo caso, oltre a non essere necessaria l’autorizzazione sismica, non è nemmeno obbligatoria la nomina di un collaudatore. Il certificato di collaudo può essere infatti sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.
Alla luce di quanto sopra, eventuali pratiche presentate in modo difforme da quanto dettato da leggi nazionali e/o regionali che comportino la produzione di documentazione extra da parte del nostro Ufficio Tecnico, saranno oggetto di specifica quotazione economica.
In attesa dei documenti richiesti si rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Segue testo di una mail inviata ad un cliente rognoso ... per qualche spunto ulteriore:
Buongiorno,
per un progetto di qualunque tipo si parte sempre da una relazione geologica. I carichi al piede da voi richiesti vengono estrapolati dalla relazione di calcolo strutturale. La relazione di calcolo ha come scopo quello di verificare la struttura per le azioni del vento, della neve e del sisma. Questi valori, combinati fra loro, tenuto conto anche della massa della struttura stessa, restituiscono i carichi al piede di cui avete necessità per il dimensionamento della fondazione.
Quello che forse non è chiaro è che qualunque software di verifica strutturale, per funzionare, richiede la “categoria del sottosuolo” e le “condizioni topografiche”, come valori di input obbligatori, in ragione di quanto indicato nelle NTC a capitolo 3.2.2
https://www.studiopetrillo.com/azioni-sulle-costruzioni-ntc2018.html
In assenza di questi valori, il software “non gira” … a meno che non si inseriscano dati a caso ….
Ovviamente, un calcolo fatto in questo modo non potrà mai essere firmato dai nostri tecnici che, a quel punto, non procederanno nemmeno a future asseverazioni di progetto. Forse non è a conoscenza del fatto che la partica richiederà l'asseverazione di tutti i documenti depositati da parte di tutti i tecnici coinvolti, pertanto i nostri tecnici verranno chiamati a validare i progetti architettonici e anche la relazione geologica.
Specifichiamo inoltre che il progetto architettonico già depositato (PdC) o da depositare (SCIA) viene richiesto in quanto da esso si ricavano altre importantissime informazioni, indispensabili al dimensionamento strutturale. A titolo di esempio, l’esposizione al vento (NTC 3.3.10) tiene conto anche della presenza di fabbricati di confine, così come i carichi neve (NTC 3.4.3) possono cambiare anche in misura “drammatica” se le strutture sono addossate a fabbricati esistenti.
Spero con la presente di aver chiarito, una volta per tutte, che una struttura non può avere carichi al piede come elemento a se stante. Le informazioni richieste non sono capricci o scuse ma reali esigenze da parte degli ingegneri che poi dovranno assumersi la responsabilità (penale), sottoscrivendo i documenti da voi richiesti che costituiranno parte degli allegati da depositare presso il Comune di appartenenza.
Cordiali Saluti,
Prima di mandarci dei progetti a cui fare le analisi al fuoco, fatevi dare dal committente di turno i seguenti dati:
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numero prativa VVF (se esiste)
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denominazione completa del proprietario del capannone
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denominazione completa dell’utilizzatore del capannone
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indicazione di chi vogliono venga inserito nel CERT_REI (anche tutti e due, basta saperlo)
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sedi legali dei due soggetti di cui sopra
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telefoni
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sede d’installazione del capannone
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indicazione se vogliono CERT_REI firmato in digitale (.p7m) o se lo vogliono cartaceo
Nota bene: nelle nostre proposte commerciali specifichiamo sempre che la certificazione che rilasciamo è la CERT.REI PIN 2.2. Specifichiamo altresì che la direzione lavori è esclusa, sottintendendo pertanto che anche la direzione lavori antincendio è da ritenersi esclusa. In ragione di ciò Civert non rilascia il CERT.REI PIN 2.3 essendo tale documento redatto dal professionista che, dopo aver effettuato i necessari sopralluoghi, e verifiche dichiara che i prodotti impiegati rispondono alle prestazioni. (fonte)
Le norme che regolano i fissaggi tramite bullonatura distinguono in modo chiaro il tipo di accoppiamento in due macro categorie: il fissaggio “per attrito” e il fissaggio “a taglio”. La norma EN 1090 distingue queste tecniche e regola le norme di comportamento in entrambi i casi, come vedremo in modo totalmente differente.
Il fissaggio ad attrito necessita del raggiungimento di un valore minimo di coppia di serraggio dei bulloni unitamente alla corretta finitura, trattamento superficiale e rugosità delle superfici a contatto. Valori di coppia corretti creano sufficiente attrito fra gli elementi assemblati tali da bloccarne qualunque tipo di scivolamento. Con questo fissaggio il bullone non lavora a taglio ma a trazione. Non è il caso delle nostre capriate. Ci sono precise indicazioni su come calcolare la corretta coppia di serraggio.
Per il fissaggio a taglio (è questo il caso delle nostre capriate) è la presenza del bullone stesso che si oppone allo scivolamento degli elementi accoppiati ed entrambi questi elementi devono essere calcolati correttamente per resistere alle sollecitazioni imposte a taglio sul bullone e sui fori dei profilati, rifollamento compreso. Con questa tipologia di fissaggio tuttavia non ci sono particolari prescrizioni in merito alla coppia di serraggio ma semplici raccomandazioni che si riportano qui sotto per semplicità (vedere pagina 5 dell’allegato):
Ciascun assieme bullonato deve essere serrato raggiungendo le condizioni di “snug-tight” (condizione di serraggio raggiungibile mediante l’impegno di un uomo che usi una chiave di manovra normale senza nessuna estensione del braccio e corrisponde al punto in cui una chiave a impulsi inizia a “martellare”);
Lo stesso documento peraltro raccomanda:
Una particolare cura deve essere posta nell’evitare sovra-serraggi, specialmente nel caso di viti corte e M12;
non sono reperibili valori espressi in Nm (almeno non in documentazione in lingua italiana) ma risulta evidente che la ragione di queste raccomandazioni sia quella di evitare di indurre inutili tensioni dei bulloni in trazione e deleterie deformazioni dei profilati da accoppiare.
Che tale sia lo spirito di queste raccomandazioni lo si può dedurre da documentazione reperibile purtroppo solo in lingua tedesca, la quale, citando la medesima applicazione e sempre in armonia alla EN 1090, si spinge fino a dare indicazioni di valori di serraggio in Nm, valori comunque decisamente molto bassi e coerenti con il fissaggio adottato dalla nostra azienda.
Link: https://www.certifico.com/component/attachments/download/2685
In caso di un camino o un tubo che deve uscire da una falda quali soluzioni sono disponibili?
In linea di principio si deve evitare che queste tubazioni debbano attraversare il telo. Se questo deve avvenire la posizione ideale è su una delle due testate, nell'area del tamponamento (sotto il timpano) in prossimità del fianco. Anche in presenza di una tenda mobile una prima porzione può essere bloccata. Su quella parete non scende acqua dalle falde e un semplice foro tondo senza necessità di grandi sigillature è spesso la soluzione ideale.
Qualche volta i clienti richiedono che i camini possano uscire dal tetto o dalle pareti laterali. In questi casi tenere conto che non è semplice adeguare la struttura a tubazioni che non possano essere spostate. La ragione è che le strutture da noi prodotte, come anche quelle della concorrenza, sono caratterizzate da un susseguirsi di capriate distribuite con un passo costante nel senso della lunghezza della struttura. Tipicamente inoltre le capirete sono accoppiate fra di loro a due a due per ragioni strutturali. Eventuali camini pertanto dovranno uscire negli spazi vuoti fra una coppia di capriate e l'altra. Inoltre per agevolare le operazioni di installazione tali camini dovranno essere smontati e rimontati, eventualmente in una nuova posizione compatibile con il passo capriate fino alla posa del manto di copertura.
Anche sulle pareti laterali, come sul fronte, di norma si pratica un foro tondo nella posizione comunicata dal cliente. La tubazione passerà attraverso quel foro e sarà cura del cliente eventualmente proteggere il passaggio da eventuali infiltrazioni d'acqua proveniente dalle falde.
Eventuali camini di tessuto potranno avere esclusivamente la forma quadrata in quanto i sistemi di saldatura a macchina non prevedono curve con differenti raggi. Per tale ragione, ad esempio, un foro di diametro 500 mm avrà una "manica" di forma quadrata con ogni lato di circa 500 mm. La manica avrà una lunghezza pari al 70% del lato pertanto, nel caso dell'esempio, la manica sarà lunga circa 350 mm. e questa lunghezza potrà essere utilizzata per stringere il telo sulla circonferenza del tubo che passa attraverso il manto principale. Non è garantita comunque la tenuta perfetta di questo sistema, quantomeno per le infiltrazioni fra tubo e manica in pvc.
Ci è stato richiesto in passato l'inserimento di evacuatori di fumo su strutture in pvc.
In realtà in pvc è materiale "bassofondente" come previsto dalle Norme Tecniche di Prevenzione Incendi.
E' importante prevedere evacuatori di fumo e calore. Il pvc crea aperture in presenza di fiamma sottostante
Riferimenti: http://www.tuttoprevenzioneincendi.it/index.php/30-lettere-circolari/357-lettera-circolare-15-03-2016-n-3175-da-cap-iii-5-alla-fine
- La massa della struttura, estremamente modesta, anche dovesse arrivare al crollo a seguito di incendio, non può produrre alcun danno al fabbricato esistente caratterizzato da una massa enormemente superiore.
- In ogni caso, la struttura risulta rivestita in materiale autoestinguente Bs2 d0 (equivalente ad un Classe 1) ma con un punto di fusione molto basso. Questa caratteristica, in caso di incendio, ben si sposa con le strategie di controllo fumi e calore del Codice Prevenzione Incendi (D.M. 03/08/2015 - https://tinyurl.com/ybd8mm7y) che, al capitolo S.8 contempla anche materiali che possano “fondere efficacemente l’elemento di chiusura, … o la possibilità di immediata demolizione da parte delle squadre di soccorso” (pagina 215 del pdf, punto SEe). Il telo pertanto risulta un fattore di vantaggio che tende ad escludere il crollo. Venendo a mancare la copertura in un lasso di tempo molto breve e proporzionale alla gravità dell’incendio stesso, il calore si disperde in atmosfera e la temperatura sulle parti strutturali difficilmente supera i 650°, condizione che garantisce ancora una discreta capacità meccanica alla carpenteria.
- Si segnala inoltre che, opzionalmente, possiamo fornire la certificazione R30 della struttura in acciaio mediante l’emissione del CERT.REI PIN 2.2 a firma di tecnico abilitato. Arriviamo a questo risultato senza l’impiego di vernici intumescenti ma solo andando a modificare lo spessore dei profili più sollecitati.
Lombardia: https://www.sismicainlombardia.it/news/elenco-degli-interventi-privi-di-rilevanza-in-lombardia
A noi interessa in particolare l'allegato C al punto 7 che recita quanto segue:
7. Strutture ad un piano, con copertura e chiusure in teli, adibite a deposito, realizzate con strutture aventi
peso proprio (G1) e permanente portato (G2) complessivamente ≤ 0,50 kN/m2;
Emilia Romagna: https://territorio.regione.emilia-romagna.it/codice-territorio/sismica/atti-di-indirizzo-e-coordinamento
Scaricare il file Delibera di Giunta Regionale n.2272/2016 (pdf323.03 KB)
Pagina 9, il punto che interessa è l' A.1.5.
"Strutture ad un piano, con copertura e chiusure leggere in teli, adibite a deposito, realizzate con strutture (in legno, elementi metallici , etc.) aventi peso proprio (G1) e permanente portato (G2) complessivamente <= 0,50 kN/mq. (L2)
Piemonte: http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2021/03/attach/dgr_02756_1050_15012021.pd....
Pagina 2, punto 11, unico vantaggio la temporaneità portata a 2 anni, nessun altro vantaggio al momento. Il punto 2 dice:
. Opere provvisorie, provvisionali, strutture in fase costruttiva, con vita nominale ≤ 10 anni e quando le relative durate previste in progetto siano ≤ 2 anni.
Un precedente a Borgomanero (NO) ha portato ad installare una struttura in edilizia libera ma dichiarando precise condizioni di installazione. Vedere allegato
In questa pagina, scaricare il file "Allegato – linee guida aggiornamento agosto 2021" in fondo alla pagina. Questo documento detta le ultime linee guida per le costruzioni nuove in zona sismica. Da pagina 18 viene fatta la distinzione fra interventi rilevanti, privi di rilevanza e varianti non sostanziali.
Il punto che ci interessa si trova a pagina 21, vengono elencati gli interventi privi di rilevanza, esclusi dalle procedure di autorizzazione e deposito sismico, e fra questi, pagina 22, paragrafo 2, punto A.1.4, si descrive questa tipologia di costruzione: "Strutture ad un piano, con copertura e chiusure leggere in teli, adibite a deposito, realizzate con strutture (in legno, elementi metallici, etc.) aventi complessivamente peso proprio (G1) e permanente portato (G2) ≤ 0,50 kN/m2
Inoltre, sempre nelle Marche, considerare anche questa legge (da verificare se ancora in vigore): https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?arc=vig&idl=1889#art4
La Legge Regionale n. 17/2015 all'articolo 4 cita, fra gli interventi in edilizia libera anche "le coperture estensibili poste in corrispondenza delle entrate degli stabilimenti a protezione del carico e dello scarico delle merci".
Questo punto si trova seguendo il link sopra riportato, all'articolo 4, punto 12
L'art. 137, comma 1, punto e-3 cita le "coperture retrattili a servizio delle attività artigianali industriali, mantenute stabilmente in posizione chiusa e utilizzate in posizione aperta per il solo tempo necessario all’effettuazione di operazioni di carico e scarico merci"
Interventi di questo tipo sono da ritenersi in edilizia libera.
Allegato A, lettera C, descrive gli interventi liberi, da realizzare senza autorizzazione né deposito del progetto, a determinate condizioni. Questo punto fa riferimento all'appendice 2 del medesimo documento dove si trova un elenco, non esaustivo, degli interventi privi di rilevanza. Alla lettera J si legge:
"Manufatti e macchinari, poggiati o semplicemente ancorati al suolo e comunque facilmente amovibili. A questa tipologia sono assimilati i serbatoi idrici, anche quelli collocati sui solai, purché nell’ambito dei carichi accidentali assunti in sede di calcolo;"